Linfodrenaggio
Con le tecniche e le misure della fisioterapia linfologica vengono trattate le malattie edematose come linfedemi, lipedemi, flebedemi, ulcere degli arti inferiori. Una cura degli edemi effettuata correttamente porta sempre a una riduzione quest’ultimi; è importante rendersi conto che il paziente deve collaborare attivamente alla terapia.
Nel caso del linfedema, una malattia cronica, la guarigione non é possibile, l’intervento del fisioterapista ha come scopo quello di ridurre i sintomi -e di conseguenza i disagi del paziente- al minimo.
La cura corretta prevede l'applicazione di una o più misure orientate al problema:
-linfodrenaggio manuale
-cura delle cicatrici
-terapia di compressione continua (bendaggi continui durante il periodo di terapia, poi calze di compressione)
-se necessario una fisioterapia respiratoria e una riabilitazione funzionale.
Il trattamento intensivo del linfedema prevede sedute fisioterapiche 5 volte alla settimana (in casi specifici fino ad un minimo di 3 terapie) da continuare per circa 2-3 settimane. Al termine di ogni fase il paziente riceve una calza/guanto di compressione da indossare tutti i giorni. Nei casi più complicati le fasi di trattamento intensivo andranno poi ripetute ogni 3-4 mesi, ora però della durata di una sola settimana. Con il passare del tempo le pause fra un trattamento e l’altro potranno essere prolungate.
I linfedemi si presentano in due forme: quelli primari e quelli secondari.
Il linfedema primario é causato da una displasia dei vasi linfatici e/o linfonodi. L'edema si manifesta già alla nascita o dopo un periodo di latenza variabile.
Invece il linfedema secondario è causato da un danno meccanico dei vasi linfatici e/o linfonodi. I vasi linfatici, contrariamente ai linfonodi, si possono rigenerare, quindi la probabilità che dopo un trauma o un'operazione si formi un linfedema é minima.
Nel caso di una linfadenectomia (asportazione di linfonodi) la possibilità che si sviluppi un linfedema secondario è maggiore; tale rischio aumenta se si combina con la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia. I sintomi di questa patologia si sviluppano normalmente entro 5 anni dalla linfadenectomia.
I linfedemi non curati presentano uno sviluppo inevitabilmente progressivo. Inoltre possono comportare altre gravi complicazioni quali l'erisipela e la formazione di cisti e/o fistole. Queste complicazioni possono essere invalidanti.
Lo scopo del linfodrenaggio manuale é di stimolare i linfonodi, l'angiomotorietà e lo sviluppo della linfa; mentre quello del bendaggio è di esercitare una pressione esterna maggiore di quella presente nell’arto interessato, così da stimolare il riassorbimento della linfa nei vasi linfatici più centrali ancora funzionanti.
Libri:
- Földi M., Földi E., Kubic S.,”Lehrbuch der Lymphologie für Mediziner, Masseure und Physiotherapeuten”, Urban und Fischer, 2005
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